Come scardinare i bias cognitivi: il progetto Dollar Street

Siamo arrivate partendo dai Bias cognitivi e da come questi inducano a interpretazioni fuorvianti della realtà, un tema che ci affascina e ci darà ulteriori spunti anche in futuro. Come contraltare degli effetti dei Bias ci sono progetti come quelli condotti da Gapminder per dare un senso alla realtà che sia fattivo, concreto, scardinante ogni pregiudizio. Un punto di vista che intende rilevare i più comuni errori e preconcetti su temi di interesse collettivo come il riscaldamento globale, la crescita economica, la fame nel mondo… e tra questi la povertà.

Take the quiz

Anna Rosling, mappa il mondo attraverso una lente che correla strettamente globale e locale. Dollar Street è una fotografia, anzi una mappatura fotografica, del mondo: la vita delle persone è rappresentata attraverso l’accesso a migliaia di case e una sintesi in pochi oggetti ricorrenti. L’idea è quella di raccontare e rappresentare il mondo attraverso il racconto personale delle famiglie che hanno deciso di partecipare, mettendo in chiaro oltre al proprio stile di vita anche il proprio guadagno. Il sogno di un antropologo, la curiosità di tutti: cogliere il lifestyle rispetto ad alcuni elementi simbolici – come le scarpe e lo spazzolino -, 135 per la precisione. 

“The everyday life looks surprisingly similar for people on the same income level across cultures and continents.”

Ma diamo i numeri: Dollar Street mappa 432 famiglie attraverso 66 paesi, con un numero crescente di immagini che oggi sfiora le 45mila.

Vi siete mai chiesti che tipo di carta igienica usano nel mondo per fasce di reddito? Beh noi si 🙂 e questo è il risultato:

Famiglie e individui con un reddito tra i 25$ e i 45$

Dollar Street project - Paper toilets in the world - poorest

Reddito tra i 150$ e i 600$

Dollar Street project - Paper toilets in the world - mid class

Oltre i 600$

Dollar Street project - Paper toilets in the world - richest

Affascinante! Vi invitiamo a viaggiare nelle strade di Dollar Street per scoprire molto di più…sui vostri vicini di “mondo!

Vi abbiamo parlato di questo progetto perché unisce due nostre passioni, anzi tre: viaggiare, con tutte le sfumature incluse, ampliare l’angolazione di lettura dei dati e la fotografia come espressione artistica.

Altri progetti contro i bias cognitivi

La forma che diamo alla realtà è sempre una rappresentazione, spesso frutto di un pregiudizio, o da bias cognitivi. Una delle missioni di The Good Attitude è trasformare i luoghi comuni in spazi meno comuni, rivoluzionando il modo di pensare e di comunicare. 

Per chi oggi lavora nel campo della comunicazione è imprescindibile riflettere su tutte le implicazioni che gli stereotipi includono, o escludono, nella percezione altrui. Un altro progetto che vogliamo citare è “Words are stones“, 5 video che invitano a fare attenzione ai pensieri e alle parole, nell’ambito del razzismo.

Siamo immersə di pregiudizi ed è rincuorante vedere che anche a scuola iniziano a fiorire progetti come “Inspiring Education”, un percorso digitale didattico su tre moduli – 1. Stereotipi e pregiudizi, 2. Intelligenza emotiva e 3. Falsi miti delle Stem. Il progetto è ideato e curato da Valore D e vede la partecipazione delle più importanti aziende in Italia a sostegno di una rivoluzione culturale.

La profondità e la radicalità della rivoluzione dipende dal contributo di ciascunə.

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